giovedì 7 giugno 2018

Commento al Vangelo di Domenica 10 giugno 2018, X del TO anno B



           CORROTTI DENTRO


TESTO (Mc 3,20-35) 

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». 

Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».


COMMENTO

Recentemente Papa Francesco ha parlato del dramma della corruzione. Con questa parola egli intende ben di più della corruzione come la intendiamo normalmente, come un concedere privilegi agli uni a scapito di altri per ottenere benefici. Qui si tratta della corruzione del cuore, della durezza del cuore, della “sclerocardia” come diceva San Paolo.

La bestemmia contro lo Spirito Santo a cui allude Gesù in questo passaggio assomiglia proprio a questo: la durezza del cuore, l’insensibilità a guardare con coscienza onesta e aperta quello che avviene davanti i nostri occhi.
Gesù non se l’è mai presa con i lontani, con i peccatori, con i pagani, ma ha avuto sempre parole dure, come in questo caso con gli scribi, contro coloro che si pongono in un atteggiamento pregiudizialmente chiuso e ostile. Dalla durezza del cuore nasce l’incapacità di riconoscere la presenza dell’amore del Padre in Gesù di Nazaret, e quindi l’origine spirituale della sua missione. 

Dalle parole di Gesù, dalle sue parabole e dai suoi atteggiamenti abbiamo intuito che la misericordia di Dio, manifestata in Lui, è senza limiti, ma proprio per questo non riconoscere in Gesù l’inviato del Padre nella forza dello Spirito Santo, taglia ogni legame con quella scala di accesso al cielo.

Il Vangelo di oggi ci invita proprio a metterci in ascolto con cuore puro degli avvenimenti che riguardano Cristo Signore. Forse tante cose abbiamo sentito dire, e tante cose di Lui pensiamo di aver capito. Ma ci siamo mai interrogati nel profondo della coscienza sulla nostra scelta di fronte alla proposta di Cristo? Ci siamo mai chiesti perché l’abbiamo scartata, o se al contrario la stiamo accogliendo per ciò che veramente è e chiede alla nostra vita, in termini di scelte concrete?

Che il nostro cuore non sia corrotto dalla comodità, dalla pigrizia, dalla non voglia di far emergere domande vere!