mercoledì 23 novembre 2022

Prossima fermata: Paradiso

Commento al Vangelo della I Domenica di Avvento, anno A – 27 novembre 2022

 

Dal Vangelo secondo Matteo (24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

Commento

I Domenica di Avvento: la narrazione di un fatto passato, l’annuncio di un evento di salvezza, e un’esortazione a prepararsi di conseguenza. Così possiamo sintetizzare il Vangelo di questa prima domenica di Avvento e quindi del nuovo anno liturgico.
Ai tempi di Noè – attenzione: stiamo parlando di un racconto simbolico che non racconta fatti storici, ma narra delle verità in forma simbolica – ai tempi di Noè, dicevo, l’umanità era totalmente addormentata nel male, e Dio che non sopportava di vederla totalmente persa, ne salva un piccolo gruppo, chiedendo a Noè di fare quella ormai celebre imbarcazione di fortuna: l’arca.  Questo il racconto della storia passata, ma sempre attuale…

…Così attuale che Gesù è venuto ad annunciare una salvezza più decisiva. Siccome continua ad esserci gente addormentata nel male, con la coscienza anestetizzata, totalmente disabituata a distinguere il male dal bene, egli – dopo essersi fatto uomo e offerto in sacrifico al Padre in nostro favore - tornerà a prendere e portare nel suo Regno chi ha saputo riconoscere la sua umile comparsa nel mondo e il suo annuncio di perdono. Tanti uomini lavorano, trafficano, mangiano e bevono senza amore nel cuore. Però ci sono anche quelli che, pur facendo le stesse cose – lavorare, trafficare, mangiare e bere – hanno accolto Gesù nella sua prima venuta e si sono imbarcati in un’altra scialuppa di salvataggio che nel frattempo è stata preparata, un’altra arca di salvezza: il suo corpo spirituale, la Chiesa, l’insieme di coloro che in Cristo sono stati battezzati: tutti coloro che, nutriti dalla sua grazia e dal suo amore, cercano – o quanto meno dovrebbero cercare -  di vivere i suoi stessi atteggiamenti di misericordia. In questo tempo storico, quindi tra la sua prima e seconda-definitiva venuta siamo in navigazione verso un porto di definitiva salvezza. A volte sembrerà di essere in alto mare, però questa arca, la Chiesa, vi assicuro, non affonderà mai. C’è un timoniere divino! 

Dicevo poi di un’esortazione finale, sì: quella di non addormentarsi, o se volete, di non lasciarsi cader in mare interrompendo la navigazione. Il porto sospirato comparirà prima o poi all’orizzonte, e questa barca, pur con tante falle, non solo non affonderà mai, ma arriverà a destinazione. Dunque, buona navigazione!