giovedì 13 agosto 2026

Avvenga per te come desideri

 


Commento al Vangelo della XX Domenica del TO, anno A - 16 agosto 2026


+ Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28)

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.


Commento

“La Bibbia si spiega con la Bibbia”; questo vecchio adagio è quanto mai vero in questo caso, e necessario, per cogliere meglio il senso di questo episodio che ad un primo impatto può suonare strano. San Paolo scrive a Timoteo che Dio vuole che “tutti gli uomini siano salvati” (1 Tim 2,4) e ancora san Pietro nella casa di Cornelio proclama che “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone” (At 10,34). 

Allora l’atteggiamento inizialmente freddo, quasi sdegnoso, nei confronti della donna non ebrea, nasce forse dal desiderio di Gesù di rispettare l’elezione che Dio Padre ha rivolto a Israele. Seppur tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza, Dio vuole salvare l’uomo tramite l’uomo, e nella fattispecie attraverso la primaria collaborazione di questa piccola nazione da lui prescelta: Israele. In altra occasione Gesù inviando i suoi discepoli li aveva così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele»». (Mt 10,5-6).

Il punto è che la fede di questa cananea è talmente grande che obbliga Gesù ad una drastica scorciatoia, ( e non sarà la sola volta ) e a manifestare subito in lei la sua potenza guaritrice, che è sempre rimando alla sua potenza di salvezza eterna. 

Oltre alla potenza della fede che muove e com-muove profondamente il cuore di Gesù, si comprende anche il nuovo principio su cui si basa l’appartenenza al popolo eletto. Meglio si potrebbe dire che il nuovo Israele, il vero Israele, il vero popolo eletto, non è più identificabile da una appartenenza etnica o religiosa, ma dalla fede nella persona di Gesù, Messia, rivelazione ultima definitiva della infinita misericordia del Padre. Per questo San Paolo così scrisse ai cristiani della Galazia: “Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù” (Gal 3,26). E la fede sia alimentata dalla preghiera ma, nello stesso tempo, la fede sfoci nella preghiera con la stessa intensità mostrata dalla donna cananea che impressionò lo stesso Gesù. Diceva bene San Giovanni Crisostomo: “Chi prega ha le mani sul timone della storia!”.