sabato 24 settembre 2011

Commento al Vangelo XXVI Dom TO anno A, 25 settembre 2011.

 C’È PROSTITUTA E PROSTITUTA
(cf Mt 21, 28-32)


TESTO

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E' venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.


COMMENTO

Gesù non ha mai canonizzato nessun mestiere, nemmeno il suo, tanto meno quello della prostituta o dell’esattore di imposte (pubblicano). Se dice ai sommi sacerdoti e agli anziani che i pubblicani e le prostitute gli passeranno avanti è perché, mentre i sommi sacerdoti e gli anziani dicono e non fanno, gli altri invece hanno creduto, hanno riconosciuto il loro vuoto totale, il fatto cioè di essersi venduti totalmente, corpo e anima, al Dio denaro.
Non dimentichiamo 1 Tm 6,10: “L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali”. Gesù canonizza quindi non una categoria di persone ma quelli che hanno ammesso la vergognosa peccaminosità di ciò che stavano facendo, il vuoto e il nulla in cui stavano navigando.
Un giorno quando ero in Italia una prostituta mi ha detto: “Padre, ogni tanto mi viene a trovare un amico, facciamo qualcosa e poi mi lascia un po’ di soldi”.
Invece qualche tempo fa’ qui a Ouidah ho incontrato una prostituta che mi ha detto: “Padre, fino ad adesso ho fatto la prostituta!”. Una non ha il coraggio di dire pane al pane e vino al vino. L’altra guarda in faccia alla realtà e si lascia guardare da essa.
Chiamare le cose per quello che sono, l’umile ammissione delle proprie brutture ci farà intraprendere un cammino di conversione: solo l’umile riconoscimento del proprio nulla, della propria nudità è punto di partenza per accogliere la salvezza di Cristo.


Oggi, 24 settembre 2011, mancano 55 giorni all'arrivo di Papa Benedetto XVI qui in Benin, a Dio piacendo.