lunedì 1 agosto 2011

Commento al Vangelo XIX Dom TO anno A, 7 agosto 2011.

Datemi un punto d’appoggio e vi … salverò il mondo.
Cf Mt 14,22-33

TESTO
Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla.23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.24 La barca intanto distava gia qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.26 I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «E' un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura».28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque».29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.30 Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».32 Appena saliti sulla barca, il vento cessò.33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».

COMMENTO
Si dice che Archimede abbia inventato la leva, o meglio che abbia scoperto la legge fisica che spiega e descrive l’effetto leva, grazie al quale si possono spostare pesi ben al di sopra delle forze umane semplicemente facendo forza su un punto d’appoggio.
A tal riguardo il nostro scienziato avrebbe un giorno esclamato: “Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo!”.

Noi non abbiamo bisogno di essere sollevati ma piuttosto di essere salvati o, se volete, di essere sollevati dalle miserie di questo mondo all’eterna gioia del Paradiso. La barca dei discepoli in mezzo al mare di Galilea agitato dalle onde è l’immagine plastica della nostra umanità continuamente scossa da mille tempeste e pericoli.
Dio stesso ci offre il punto d’appoggio per salire ed elevarci fino a Lui: Gesú di Nazareth.
Al tempo stesso ci chiede la fede. Gesù dice: “coraggio, non abbiate paura, sono io”; e poi ancora a Pietro: “vieni!”. Ecco il punto d’appoggio che il Signore ci chiede per poterci sollevare: la nostra fiducia incondizionata nel solo Salvatore del mondo, nella persona di Gesù di Nazareth.

La fede, certo, è continuamente messa alla prova ma non esiste al mondo forza o creatura che possa intaccare la potenza di Dio rivelata in Cristo Gesù e già solo dubitarne ci fa’ sprofondare nelle nostre debolezze; Pietro di fatto cammina sulle acque come Gesù, ma la paura del vento è sufficiente a farlo affondare.

Qui in Bénin tantissimi fedeli chiedono benedizioni su oggetti di uso quotidiano o su loro stessi, e tantissimi amano partecipare a momenti comunitari di preghiera per ottenere la liberazione da influssi maligni o stregonerie varie. Non c`è da ridere: purtroppo ci sono tantissimi discepoli di satana che praticano spiritismi e stregonerie di vario tipo ed è bello e giusto che un credente in Cristo ami rinnovare attraverso un semplice rito di benedizione la sua fiducia in Dio. Di fede pura, semplice, umile e genuina , qui ce n’è veramente tanta. Tali pratiche sono però un problema quando, anziché essere espressione di fede in Cristo, diventano espressione della paura, e allora si va’ ogni momento a cercare una benedizione del sacerdote o a invocare la liberazione dal maligno perché si vive nella continua paura che i feticci e le stregonerie possano nuocere a chi ha già deciso di appartenere a Cristo.
Monsieur Javert (nome di fantasia) è un cattolico praticante, è il dirigente di una grossa azienda beninese, non manca di nulla, è ricco in assoluto e ricchissimo in proporzione alla vita media beninese, e tuttavia dovrà lavorare tutta la vita per pagare i debiti contratti.
Era talmente convinto che qualche invidioso gli avesse fatto delle stregonerie che si è indebitato fino al collo per pagare a suon di milioni di franchi i vari fattucchieri di turno che, secondo lui, potevano assicurargli la protezione certa dagli spiriti maligni (cosa serve l’emancipazione economica e culturale se non c’è l’emancipazione spirituale, che solo la fede in Cristo può dare?) e così si è finito sul lastrico. Conclusione parziale: la paura fa’ affondare.

Vale la stessa cosa per ciascuno di noi: quando esci dal confessionale senza essere veramente   convinto che il Signore può darti la forza di non ricadere più negli stessi errori, se non hai questa fede nella potenza della sua Grazia,  hai già l`acqua a mezza vita!


Oggi, 1 agosto 2011, mancano 109 giorni all’arrivo di Papa Benedetto XVI qui in Bénin, a Dio piacendo.