giovedì 8 gennaio 2026

Riemerge la nuova umanità

 

Commento al Vangelo della Domenica del Battesimo del Signore – 11 gennaio 2026


Dal Vangelo secondo Matteo 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
 

Commento

Il patriarca Noè capì che le acque del diluvio si erano ritirate quando facendo uscire dall’arca una colomba, essa ritornò verso sera con un ramoscello di ulivo nel becco (cf. Gen 8,11). Anche nella scena del vangelo odierno lo Spirito di Dio assume le sembianze di una colomba, o qualcosa che le doveva assomigliare molto (in ogni caso sicuramente non era la stessa dei tempi di Noè!), che scende su un “lembo di terra emersa dal diluvio” e questa primizia della nuova creazione o, meglio, della nuova umanità, è proprio Gesù. 

Gesù, nella sua duplice natura, divina  oltreché umana, non aveva certo bisogno di alcuna purificazione, ma il gesto che compie realizza ogni giustizia per il fatto che in lui e tramite lui è la nostra umanità ad essere purificata e ad essere santificata, e a riemergere dalle acque del diluvio del peccato, o – se volete - dalle acque del Mar Rosso della schiavitù, simboleggiate dalle acque di quel fiume (il Giordano) che, non a caso, è uno dei corsi di acqua del nostro piante che scorre più in basso, fino a sfociare in un mare chiamato “Mar morto”.

 Era giusto che noi tutti facessimo qualcosa per riaprire il cielo del nostro cuore a Dio. Ebbene Gesù, il Figlio di Dio lo ha fatto per tutti noi, e a favore di tutti noi. Così Dio Padre si compiace di lui e quei cieli che si aprano su Gesù e quello Spirito che scende in “forma di colomba” stanno lì a dirci che in Gesù è riaperta la via d’accesso al cuore di Dio Padre. Non che Lui l’avesse mai chiusa nei nostri confronti, lo ripetiamo, ma l’uomo si era reso indegno di così tanto amore, e finalmente il nostro Messia a partire da questo gesto percorre l’itinerario del vero amore, quello di un figlio che si riconosce amato, e che non desidera altro che ricambiare, cioè donare altrettanto amore al Padre, manifestando e donando la sua misericordia a ciascuno di noi, suoi fratelli d’adozione. Ma noi, ci faremo trovare accoglienti difronte a così abbondante diluvio della sua misericordia?